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Festa di San Sebastiano Acireale

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Acireale, festa di San Sebastiano


I festeggiamenti in onore di San Sebastiano vengono celebrati il 20 gennaio.  

Sebastiano fu alto ufficiale dell’ impero romano sotto Diocleziano e Massimiliano ma dalla nascosta fede Cristiana. Appena scoperta quest'ultima, fu condannato a morte e fu trafitto da frecce. Sopravvisse miracolosamente al supplizio, mediante intercessione divina. In seguito, fu condannato al pestaggio, stavolta mortale, e buttato nella Cloaca Maxima di Roma.

Compatrono di Acireale, la città rende omaggio al Santo Martire per celebrare la sua intercessione durante la terribile pestilenza che colpì i territori vicini, intorno al 1500.


All’ alba del 20 gennaio, la Basilica accoglie i fedeli che assistono all'apertura della cappella che custodisce il prezioso fercolo del ‘700 del Santo; alle 11 fa la sua apparizione sulla porta centrale della Basilica, salutato dai fedeli con lo sventolìo di fazzoletti bianchi. Le campane suonate a festa e i fuochi d’ artificio sottolineano il momento più atteso dagli acesi. Particolarmente tradizionale è l’ uscita del fercolo in corsa dalla chiesa, tirato ad alta velocità dai fedeli per portarlo dal centro della piazza in via Ruggero Settimo davanti la caserma dei vigili urbani, di cui San Sebastiano è protettore.
Altri momenti particolari della festa sono la salita di San Biagio, l’arrivo del Santo in pescheria; la sosta del treno presso la vecchia stazione ferroviaria, in ricordo dei militari partiti per il fronte; l’arrivo nel popoloso quartiere “Mandorle”, la spettacolare “girata” di via Roma, l’arrivo del Santo sotto l’arco del vescovo, l’ingresso al Viale Regina Margherita, l’arrivo in piazza del Duomo Acireale, e il trionfale ingresso a tarda notte nella monumentale Basilica.

 

 

Curiosità
L’ abito votivo del devoto, tradizionalmente scalzo, consiste in un maglione, una fascia e un fazzoletto portato come fosse una bandana, con i colori rosso e giallo risalenti all’ epoca romana. Il maglione simboleggia la nudità del santo, portando i devoti alla condizione di San Sebastiano (appunto, nudo, al suo martirio); il fazzoletto, invece, è legato alla pestilenza: infatti, durante la Peste Nera, le persone che guarivano, portavano un fazzoletto bianco in testa, che ne decretava la riammissione in società.

Testo curato da Cinzia Catanzaro.

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VIDEO - SAN SEBASTIANO - 21/01/2008 - ACIREALE

VIDEO - SAN SEBASTIANO - 21/01/2009 - ACIREALE

 

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