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La squadra di calcio: Calcio Catania

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Il Calcio Catania S.p.A., più semplicemente Catania, è la maggiore società calcistica della città di Catania, capoluogo dell'omonima provincia dellaSicilia. Milita in Serie A.

Fondata il 26 settembre 1946, la squadra fu promossa per la prima volta in Serie A nel 1954. Da allora ha disputato 15 campionati italiani di massima serie, ottenendo come migliore piazzamento l'ottavo posto negli anni 19611964 e 1965.

Disputa le partite interne nello stadio Angelo Massimino di Catania (20.266 posti).

La prima squadra di calcio della provincia di Catania venne fondata nel 1908 da Gaetano Ventimiglia col nome di Associazione Sportiva per l'Educazione Fisica Pro Patria.[2] Nel 1910 la denominazione sociale cambiò in Unione Sportiva Catanese. Negli anni venti si iniziò con i campionati ufficiali: nel 1920 la Catanese partecipò all'unica edizione della Coppa Federale Siciliana, nel 1927 al Campionato Catanese (vinto nel 1928-29).

Nel 1929 arrivò la prima iscrizione in Seconda Divisione con il nome di Società Sportiva Catania,[3] poi cambiato nel 1936 in Associazione Fascista Calcio Catania. La S.S. Catania, oltre ad essere la prima società a portare il nome della città, fu anche la prima ad indossare i caratteristici colori rosso-azzurri ripresi dal gonfalone cittadino,[3] e per questi motivi può essere considerata la vera antesignana dell'attuale Calcio Catania. Fu inoltre la prima formazione a prendere parte ai campionati nazionali, e per essa venne inaugurato nel 1937 l'attuale stadio Angelo Massimino, recante inizialmente il nome di stadio "Cibali".[2] La prima partecipazione in Serie B è del 1934-35 e prima della seconda guerra mondiale saranno altre tre le partecipazioni alla cadetteria.[2] Calciatori di rilievo di questo periodo furono i campioni del mondo Amedeo Biavati e Attilio Ferraris IV, ed il bomber Nicolò Nicolosi, autore di ben 59 reti in campionato con la maglia rossazzurra. Con la guerra, nel 1943 l'attività venne sospesa. Nel 1945, al momento della ripresa dei campionati nazionali, venne offerta alla società l'affiliazione al campionato di Serie B, ma a causa di un debito di poche centinaia di migliaia di lire si arrivò allo scioglimento.[2] Tuttavia nel neo Catania 1946, oltre al cofondatore Angelo Vasta e agli ex presidenti della S.S. Catania Vespasiano Trigona, Bartolo Ferreri e Ottavio Teghini, ritroveremo non pochi giocatori del precedente sodalizio quali Gianni Mineo, Umberto Marcoccio, Nicolò Nicolosi, Nunzio Scuderi, Ivo Tesi, Armando Perrone, Gaspare Fardella eCarmelo Di Bella, in aggiunta a Giovanni Degni e Ignazio Marcoccio, rispettivamente allenatore e dirigente delle giovanili della S.S. Catania, a testimonianza della continuità storica tra le due società.

 

La prima promozione in A

Lo scioglimento dell'A.C. Catania portò ad un brusco salto all'indietro l'intero calcio catanese, essendosi tornati ai provinciali derby cittadini tra la Virtus e la Catanese. Dopo il non esaltante risultato ottenuto nel campionato del 1945-1946 cui erano state iscritte (rispettivamente ottava e penultima) i tifosi catanesi richiedettero a gran voce il ritorno di un'unica compagine che li rappresentasse. Così nel 1946, dalla fusione delle due squadre etnee nacque un'unica società con il nome di Club Calcio Catania, sotto la presidenza di Santi Manganaro-Passanisi.[2] Dopo tre anni in Serie C, arrivò la promozione in B al termine del campionato 1948-49. In questa stagione infatti, nonostante la sconfitta nello spareggio finale contro l'Avellino, un caso di illecito sportivo penalizzò la squadra irpina spalancando le porte della Serie B alla società rossazzurra.[2]

Nella stagione 1952-1953 il Catania sfiorò la promozione. I siciliani conclusero il campionato al terzo posto, due punti sotto il Legnano secondo in classifica, ma la Lega decise di ribaltare il risultato della partitaPadova-Catania 1-0, poiché durante l'incontro il guardalinee fu colpito da una bottiglietta lanciata dal pubblico, anche se il match era proseguito regolarmente. Tuttavia la CAF ribaltò un'altra volta il risultato, prima che il Consiglio Federale assegnasse definitivamente la vittoria al Catania. Il Catania raggiunse così il Legnano al secondo posto. Il 28 luglio 1953 le due squadre si affrontarono a Firenze nello spareggio valevole per la promozione in Serie A, vinto dal Legnano a sorpresa (i giocatori erano già andati in ferie) per 4-1.[4] Il raggiungimento della massima serie venne però rimandato di una sola stagione: nel 1953-1954 la squadra venne promossa per la prima volta in Serie A, avendo vinto il campionato grazie anche al contributo di giocatori come Mario Bassetti, Michele Manenti, Enzo Bearzot (futuro commissario tecnico dellaNazionale) e del portiere Antonio Seveso.[2]

Nel suo primo campionato di A il Catania, dopo essersi rafforzato con l'arrivo del centrocampista danese Karl Aage Hansen, ottenne un buon 12º posto, ma a causa di un controverso caso d'illecito sportivo venne retrocesso in Serie B.[2] Seguirono dei campionati di B interlocutori; di rilievo solo la stagione 1956-57, in cui il Catania sfiorò la promozione perdendola solo all'ultima giornata a causa di una sconfitta contro il Modena.[2] Nel 1959-60 arriva il ritorno in A dopo aver conseguito il terzo posto.[2] L'allenatore Carmelo Di Bella conduce alla promozione una squadra che ha nel duo di centrocampo Alvaro Biagini-Amilcare Ferretti e nella mezzala Adelmo Prenna i suoi maggiori punti di forza.

 

fonte: wikipedia.org

 

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